Narrativa · Recensioni

Recensione – La Vegetariana

Buongiorno lettori 🙂

Buon Luglio! Lo so, di solito vi porto per prima cosa il Wrap Up del mese precedente, ma questa volta – sempre per colpa degli esami che mi stanno portando via molto tempo – ho deciso di dare la priorità alla recensione del libro La Vegetariana di Han Kang. Me lo portavo dietro nella lista dei libri da leggere ormai da troppo tempo e per mia fortuna mi sono decisa a cominciarlo perché mi ha davvero colpita!

Ecco qui quindi la mia recensione

Un Libro, Una Tazza Di The

LA VEGETARIANA

di Han Kang

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  • Copertina flessibile: 176 pagine
  • Editore: Adelphi (13 ottobre 2016)
  • Collana: Fabula
  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Prezzo in libreria: 18,00 euro

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TRAMA: “Ho fatto un sogno” dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

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Sin dalla prima pagina di questo romanzo, noi lettori veniamo trascinati in una storia cruda e destabilizzante, dalla quale risulta difficile uscirne. È una favola realistica grottesca, quasi demoniaca che la nostra protagonista Yeong-hye vive dall’inizio alla fine, in una spirale sempre più inquietante e quasi più vicino ai sogni, o meglio agli incubi.

È infatti proprio un incubo che cambierà drasticamente Yeong-hye. Una fredda mattina il marito la trova in stato catatonico in cucina. Ogni forma di pietanza animale giace sul pavimento e la moglie, catatonica, saprà solo rispondere così: <<Ho fatto un sogno>>. Spesso basta una manifestazione, una visione notturna a rivelare una verità che ci può sconvolgere. Yeong-hye da quella notte cambierà, o forse scoprirà la sua vera essenza che logorata da ricordi pieni di dolore e da una vita vissuta solo in superficie era sempre rimasta nascosta, rivelando solo la punta di un iceberg molto più grande.

È la narrazione magistrale della discesa rapida nel baratro di una malattia mentale. Di ciò che la nostra mente è in grado di generare quando ci accorgiamo che per noi niente ha più ragione di essere. La metafora del vegetarianesimo che viene utilizzata e che muterà in qualcosa di ben più oscuro l’ho trovata perfetta. Ci si sente invischiati nelle vicende che ruotano attorno a questa donna, sempre più sola e distaccata dalla vita. Molto spesso facciamo fatica a comprenderla, altre volte ci sembra che alcuni suoi pensieri siano così veri e condivisibili da domandarci se ciò che la nostra protagonista percepisce non sia poi così privo di senso.

La particolarità del romanzo è la narrazione in tre atti che non avviene dal punto di vista della protagonista, ma da tre persone diverse: il marito, il cognato e la sorella. È interessante osservare come i punti di vista cambino per ciascuna di queste figure, che però non riescono mai a comprendere il disagio vissuto da Yeong-hye. Rimangono sempre concentrati sulla loro percezione degli avvenimenti e non si domandano mai cosa potrebbe succedere nella mente di una persona che ha deciso di smettere di vivere, di tagliare fuori dal sé ogni forma di emozione. Durante la narrazione viene quasi spontaneo l’impulso di strattonare i tre “personaggi spettatori” e svegliarli dalla loro visione unilaterale di ciò che sta accadendo. Nessuno nel romanzo si sforza di comprendere Yeong-hye, nessuno la ascolta davvero. Si ha paura, repulsione, astio, ma mai comprensione.

“Non aveva saputo perdonarle di essersi involata da sola al di là di un confine che lei non era mai riuscita a varcare, non aveva saputo perdonare quella meravigliosa irresponsabilità che aveva permesso a Yeong-hye di liberarsi dalle costrizioni sociali, lasciandola indietro, ancora prigioniera. E prima che Yeong-hye spezzasse quelle sbarre, lei non sapeva neppure che esistessero.”

Viene inoltre ben descritta e a tratti denunciata la società della Corea del Sud, madrepatria della scrittrice, dove la forma patriarcale della famiglia è ancora ben presente. La moglie deve obbedire agli obblighi familiari e non deve sfigurare a fianco del marito, aspetto presente soprattutto nel primo atto, dove la descrizione puramente soggettiva del marito di Yeong-hye evidenzia la repulsione verso i nuovi atteggiamenti della moglie, poco decorosi e inaspettati.

Ho trovato lo stile di scrittura di Han Kang calzante a pennello con la storia narrata. È ben descrittivo, anche dal punto di vista psicologico dei personaggi. Ognuno è differenziato nel carattere, ha una sua personalità che si distingue facilmente dagli altri. La Kang ha saputo gestire benissimo la narrazione psicologica di ciascuno, specialmente le descrizioni di Yeong-hye che appaiono con particolari diversi in base agli occhi di chi la guarda. È uno stile poetico ma oscuro, dalla strabiliante potenza narrativa.

Vi consiglio a gran voce questo titolo, da leggere quando si è pronti per una lettura di questo carico. Non affrontatelo durante un periodo difficile, ma a cuore sereno e non ve ne pentirete.

VOTO: 9/10

Un Libro, Una Tazza Di The

Amici lettori la recensione finisce qui!

Spero l’abbiate trovata interessante e che vi abbia incuriosito alla lettura. Se lo avete letto parliamone un po’ nei commenti, fatemi sapere come lo avete trovato!

Io intanto vi saluto e vi auguro buone letture 😀

Alla prossima

Un Libro, Una Tazza Di TheLuna Lovebook

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2 thoughts on “Recensione – La Vegetariana

  1. Ho letto questo libro qualche mese fa, mi ha lasciata piacevolmente sorpresa anche se credo che la traduzione non abbia giovato completamente allo stile dell’autrice. Trovo la recensione perfetta, mette in luce gli aspetti migliori di questa storia a tratti cupa e triste!

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