Gialli - Thriller - Horror · Recensioni

Recensione -Dio di illusioni

Buongiorno lettori 🙂

Oggi vi propongo la recensione di un libro che mi ha accompagnata nei primi giorni di Febbraio, ovvero Dio di illusioni di Donna Tartt, scrittrice americana e vincitrice del premio Pulitzer nel 2014 con il suo famoso romanzo Il cardellino.

Un Libro, Una Tazza Di The

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  • Copertina flessibile: 622 pagine
  • Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli; 3 edizione (9 aprile 2003)
  • Collana: Contemporanea
  • Genere: Gialli e Thriller
  • Prezzo in negozio: 11.00 euro in copertina flessibile

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TRAMA: Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d’amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato…

Recensione

Il romanzo sembra quasi essere impostato come una tragedia greca, e non a caso. Il “dio di illusioni” infatti altro non è che Dioniso, per i Greci colui che faceva dimenticare gli affanni, che creava gioia nei banchetti, che induceva al canto, all’amore, nonché alla follia e alla violenza e che, nel sacrificio, era strumento di mediazione tra uomini e dei. Un sapere così esoterico e accattivante messo in mano a un gruppo di giovani ricchi e annoiati dalla vita, scatenerà una serie di eventi che sfoceranno nella più pura violenza.

Il romanzo è impostato interamente sulla riflessione interiore del nostro squattrinato protagonista Richard Papen, un californiano catapultato nel freddo del Vermont che entra a far parte del circolo elitario dell’affascinante Julian, professore di greco, che lo accoglie sotto la sua ala da incantatore assieme ad altri cinque studenti. Per alcuni di loro è già troppo tardi. E’ facile venire assuefatti dalla figura di Julian, che prende una caricatura addirittura mistica. Per i suoi studenti la tentazione di ricreare un’epoca ormai remota si fa troppo forte. La figura del protagonista viene quindi risucchiata in questo vortice di stordimento. Anche il lettore si sente frastornato dalla narrazione, sia perché Richard è spesso sotto uso di alcool o droghe, sia perché egli stesso è continuamente ingannato dalla vera natura dei personaggi. Come Richard anche noi veniamo a conoscere questo gruppo pagina dopo pagina, ne veniamo ipnotizzati per poi renderci conto che abbiamo sempre guardato dietro a un velo, senza accorgerci di ciò che questi giovani fossero davvero. Vengono di continuo ribaltate le carte in tavola. Ciò che credevamo fosse la verità, risulta essere una menzogna.

“Ci piace pensare che abbia un certo valore, la vecchia banalità amor vincit omnia. Ma se ho imparato una cosa, nella mia breve, triste vita, è che quella banalità è una bugia: l’amore non vince nulla, e chi lo pensa è uno sciocco.”

Donna Tartt ha una capacità di scrittura incredibile nell’evocare le ambientazioni e i personaggi descritti. La minuzia di dettagli rende la prosa molto evocativa. E’ stata sicuramente una delle caratteristiche che ho più apprezzato del romanzo, si è rivelato molto coinvolgente proprio perché ci si sente l’ombra del protagonista. Guardiamo tutto con i nostri occhi, anche quando vorremmo tenerli chiusi.

Ciò che però ho trovato più interessante in Dio di illusioni è il giudizio morale che sta dietro le righe. La scelta di utilizzare dei giovani ricchi non è data dal caso. Sono adolescenti del tutto alienati, ormai non più coscienti della realtà, della società che li circonda. Nella confusione della giovinezza, la ricchezza dei loro portafogli li ha resi annoiati dalla vita. Eppure si sentono superiori all’uomo comune, come sotto l’effetto di un delirio di onnipotenza. Pensano di poter vivere liberando ogni istinto nella ricerca della bellezza, tanto amata dai greci. Hanno bisogno di un atto che per una volta gli provochi una reazione, che li faccia sentire vivi. Si ritroveranno però a fare i conti con il loro senso di colpa che li divorerà come un tarlo, per portarli per la prima volta, in un modo o nell’altro, a uno stato di lucidità e solidità, tipico dell’età adulta.

“Non c’è nulla di sbagliato nell’amore per la Bellezza; ma la Bellezza – se non è sposata a qualcosa di più profondo – è sempre superficiale.”

VOTO: stella1stella1stella1stella1

Un Libro, Una Tazza Di The

La recensione finisce qui, spero che vi sia piaciuta e che vi possa aver invogliato alla lettura!

Se avete già letto il libro, parliamone nei commenti 🙂

Nel frattempo vi auguro buone letture! Un abbraccio

Un Libro, Una Tazza Di TheLuna Lovegood

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3 risposte a "Recensione -Dio di illusioni"

  1. L’ho letto un po’ di tempo fa, ma, nonostante riconosca il talento di Tartt, non mi è riuscito a colpirmi più di tanto… aspetto di aver raccimolato abbastanza coraggio da provare a leggere qualcos’altro di suo…

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