Narrativa · Recensioni

Recensione // Le ragazze

Salve a tutti compagni di letture! 🙂

Qualche mattina fa, tra un biscotto e l’altro ho finito un romanzo davvero incredibile. Sto parlando de Le ragazze di Emma Cline. Ci avevo messo gli occhi appena arrivato sugli scaffali della libreria e sono riuscita nel periodo natalizio a portarmelo a casa. Finalmente l’ho letto e devo dire che ha perfino superato le mie aspettative! Direi di andare a parlarne più nel dettaglio.

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  • Copertina flessibile: 334 pagine
  • Editore: Einaudi (27 settembre 2016)
  • Collana: Einaudi. Stile libero big
  • Prezzo in negozio: 18,00 euro

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TRAMA: Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di “squali che tagliano l’acqua”. Poi il ranch, nascosto tra le colline. L’incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Recensione

Che dire, questo romanzo mi ha proprio colpito. E’ il libro d’esordio di Emma Cline, autrice emergente nel panorama Americano che, a mio parere, può solo regalarci altri ottimi titoli.

Forse ciò che ha reso questo romanzo così famoso e chiacchierato, soprattutto negli Stati Uniti, è ciò da cui ha preso spunto l’autrice come tema del romanzo, ovvero uno degli omicidi più efferati che ha del tutto sconvolto l’America. Massacro compiuto dalla così detta Family, un gruppo di persone (per di più ragazze e giovani donne), capeggiate dalla figura carismatica di Charles Manson. Personaggio capace di affascinare e persuadere, ha postato avanti questa comunità Hippy vivendo all’insegna del sesso libero, uso di droghe, vandalismo e furti per sopravvivere. La figura di Charles Manson riesce tuttora a rendere chiunque curioso di saperne di più, di aprire le porte del ranch della Family e dare un’occhiatina da vicino.

“Tutti volevamo delle cose e non potevamo fare a meno di volerle, perché l’unica cosa che avevamo era la nostra vita, e l’unica persona accanto a cui ci svegliavamo eravamo noi stessi, e quando mai avremmo potuto dirci che quello che volevamo era sbagliato?”

In realtà la storia del massacro fa da fondale ad un’altro tema più importante, quello della crescita e dell’adolescenza. La vera protagonista del romanzo è Evie, una ragazzina di quattordici anni, un’età difficile, solcata da profonde insicurezze e dal desiderio di poter essere notata, di poter essere qualcuno anche solo per pochi minuti. In un momento così confusionario di crescita, di voglia di trovare il proprio posto nel mondo, Evie incontra “le ragazze”, invitanti come solo qualcosa di selvaggio e trasgressivo può essere. Entrerà quindi a far parte del mondo della Family, incarnato soprattutto da queste ragazze, che saranno il simbolo dell’orrore suscitato da questi omicidi.

Emma Cline è stata, ai miei occhi di donna, incredibile nel descrivere a livello psicologico non solo il caos di una ragazzina che non sa che strada prendere, ma anche la differenza del percorso di crescita di una donna rispetto ad un uomo. Evie descrive le sue insicurezze come causa del voler essere accettata dagli altri, di voler piacere a tutti i costi.

“Povere ragazze. Il mondo le rimpinza di promesse sull’amore. Quanto ne hanno bisogno, quanto poco ne otterrà la maggior parte di loro. Le canzoni zuccherose, i vestiti descritti nei cataloghi di moda con parole come “tramonto” e “Parigi”. Poi gli strappa via i sogni con una violenza micidiale: la mano che slaccia a forza i bottoni dei jeans, il tipo che sull’autobus grida contro la propria ragazza senza che nessuno gli dica niente.”

Perché se come donna non sei piacente, se non rimani passiva e sopportando lasci fare, non riuscirai ad essere niente. Mentre i ragazzi, tranquillamente e ignari di tutto, passano la vita a essere semplicemente se stessi. E’ una condizione rimasta immutata nella nostra società, dagli anni ’60 ancora non è cambiato niente, siamo sempre dentro la stessa sostanza.

Il romanzo quindi mantiene il massacro solo come sfondo alla vicenda, come se fosse un grande specchio di ciò che succede dentro la nostra protagonista. E l’autrice usa abilmente l’espediente della tragedia di Manson per produrre un romanzo che fa riflettere sull’educazione delle donne, sulla differenza tra i sessi e su quanto ancora dobbiamo lavorare per riuscire ad equilibrare il valore della donna con quello dell’uomo. E’ quindi un romanzo che consiglio soprattutto alle donne e – appunto alle ragazze, perchè la figura di Evie sembra davvero parlare a tutte noi, a quelle che siamo state e a quello che abbiamo permesso di farci fare. Così da farci dire: non succederà più. Così da trovare anche noi come donne, un posto nel mondo.

VOTO: stella1stella1stella1stella1stella1

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La recensione finisce qui! Spero davvero che vi sia piaciuta e di avervi consigliato qualcosa che possa piacervi 🙂

Se avete già letto il libro, parliamone nei commenti! Altrimenti alla prossima e buone letture!

luna_by_missninni-d9p2m6d   Luna Lovebook

2 pensieri riguardo “Recensione // Le ragazze

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